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Federico e Pamela PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 05 Settembre 2014 00:00
Quando abbiamo deciso di sposarci io e Pamela pensavamo ad una cerimonia molto intima perché il giorno in cui ci saremmo scambiati in Chiesa la promessa, riconoscendo il nostro amore come dono di Dio ed unendoci per l’eternità non avrebbe dovuto perdere il suo significato e diventare un giorno di “mastica” e non di “mistica” come dice il nostro parroco Don Alberto.
Nel giorno in cui decidevamo convintamente di condividere per tutta la vita emozioni, sensazioni, gioie, arrabbiature, delusioni e dolori, volevamo essere soli insieme ai nostri genitori, per poter vivere appieno un evento per noi importantissimo e che sicuramente con la confusione di un matrimonio in stile tradizionale non avremmo potuto apprezzare così intensamente. Normalmente, infatti,la maggior parte degli sposi non si ricordano niente di quel giorno per il troppo frastuono che li ha coinvolti.
Così avevamo pensato di fare il Cammino di Santiago de Compostela (una parte 160 Km) e poi sposarci a Santiago, però non sapevamo se era possibile. E’ bastato andare su internet e scoprire in un attimo che c’erano due persone meravigliose Francesco e Michela Dragoni, che avevano avuto, molti anni prima di noi, il nostro stesso desiderio e che erano stati i primi a realizzarlo e soprattutto a volerlo condividere con chi avrebbe voluto fare, come loro, un’esperienza fantastica.
Evidentemente l’Apostolo Santiago ha scelto loro, come pionieri, anche perché gli ha affidato una missione, un servizio da compiere, che ha permesso a molte coppie, come noi, di vivere delle emozioni che auguriamo a tutti di provare, almeno una volta nella vita.
E’ bastata un’e-mail ed una chiacchierata al cellulare con Francesco per fugare ogni dubbio e perplessità e decidere ancora più convintamente di volerci sposare a Santiago. Solo successivamente abbiamo avuto il primo contatto con Don Juan con il quale abbiamo concordato la data del matrimonio. Noi volevamo sposarci l’11 settembre ma non era possibile e così abbiamo  accettato come data il 5 settembre alle ore 12.30, in barba ai proverbi: era di venerdì.
Così dopo aver preso molte informazioni e dopo aver predisposto tutta la documentazione necessaria per il matrimonio, siamo partiti da Roma per Santiago il 28 agosto ed il giorno seguente abbiamo iniziato il cammino da o’Cebreiro nella nebbia più totale e con una temperatura tutt’altro che estiva ma con un entusiasmo mai provato prima e che ci ha fatto arrivare a Triacastela in meno di quattro ore (le guide dicevano circa 5/5,5). Questa eccessiva foga, l’abbiamo pagata in seguito, soprattutto Federico, perché le sue rodillas (rotule) ne hanno risentito profondamente, ma fortunatamente con  voltaren a go go e l’uso delle ginocchiere è  riuscito ad arrivare alla meta senza troppi problemi.

Il Cammino è delizioso, tutti almeno una volta nella vita dovrebbero farlo, per provare sulla propria pelle un mix di emozioni, che ti segnano per sempre e che da millenni hanno spinto milioni di persone a percorrerlo da ogni dove.
Non è facile poter esprimere quello che si prova durante il Cammino e soprattutto spiegare le motivazioni che ti spingono a farlo…..
Non c’è stata una motivazione specifica che ci ha indotto a partire…volevamo arrivare al giorno del nostro matrimonio, che rappresenta un lungo cammino di coppia per la vita, dopo aver percorso insieme il Cammino di Santiago, pensando che fosse un buon viatico per l’avvenire e di buon auspicio per la nostra vita futura insieme, che concretamente stavamo mettendo nelle mani del Signore ed anche dell’Apostolo Santiago, che sarebbe diventato l’angelo custode della nostra famiglia.
Durante il Cammino ci hanno colpito l’umanità, la cordialità, la solidarietà, la semplicità e la gioia dei pellegrini, la voglia di aiutarsi reciprocamente anche con un sorriso ed un “buen camino”, che nei momenti di fatica e di stanchezza è meglio di qualsiasi energizzante. A dire la verità questo clima favoloso, ha prodotto in noi anche un po’ di rabbia, nel pensare che basterebbe davvero poco per farci vivere meglio, per rimettere al primo posto i veri valori che ormai si sono perduti, per impegnarci tutti a lavorare per una società migliore….
 
 

     
 
Il Cammino non è facile, il percorso è abbastanza faticoso perché ci sono molti sali-scendi, inoltre il terreno scosceso spesso inumidito dalla nebbia o dalla pioggia e la pesantezza degli zaini, non facilitano certamente l’impresa. Però per noi è stato davvero bellissimo, ci siamo aiutati, curati, sopportati e supportati reciprocamente ma abbiamo anche riso, gioito, scherzato ed anche pensato…eh si il Cammino offre molti spunti e momenti di riflessione interiore.
Per noi, il Cammino è stato una metafora della vita matrimoniale; abbiamo provato molte gioie: nel sole che fa sciogliere la nebbia e ci regala un cielo meraviglioso, nel raggiungere ogni tappa e contare quanti km mancavano all’arrivo, nella  tenerezza di un vitellino allattato dalla madre; ma anche qualche dolore; quando io stavo male, Pamela stava bene e si prendeva cura di me, quando lei era un pò giù, io ero su e la confortavo ed incitavo….una vera palestra di vita!!
Giorno dopo giorno siamo arrivati a Santiago alle ore 13.30 del 3 settembre, dopo neanche 6 giorni completi di Cammino e l’ultima tappa è sembrata la più lunga di tutte, siamo partiti da Castaneda e sembrava che Santiago non arrivasse mai.
Poi per fortuna siamo arrivati ed abbiamo provato una doppia emozione nel vedere la Cattedrale che è magnifica e nel ricevere l’abbraccio dei nostri genitori che ci aspettavano in Praza de Obradoiro. Una gioia condivisa è una gioia doppia…
Dopo esserci sistemati siamo andati a vedere la Cattedrale ed è stato davvero sorprendente scoprire la bellezza della Corticela, la cappellina in cui ci saremo sposati, dominata da una piccola statua della Madonna del Consiglio che con i suoi colori conferisce calore alla durezza dei blocchi di pietra con cui è stata costruita la Cattedrale e che rispecchia in pieno la semplicità dei pellegrini e nello specifico di due sposi pellegrini come noi.
Poi conoscere Don Juan è stato sorprendente, noi immaginavamo di incontrare un prete abbastanza giovane per la dimestichezza con internet ed il pc, ed invece nonostante l’età, è una persona eccezionalmente fresca, che ci ha messo subito a nostro agio con la sua pacatezza, cordialità e disponibilità; l’uomo giusto al posto giusto, sembrava ci conoscessimo già da una vita. Parla benissimo l’Italiano, avendo studiato a Roma, la nostra città nella quale torna volentieri quasi ogni anno per trascorrere qualche giorno di vacanza.
Per noi è stato un onore essere sposati da lui, non solo per le sue qualità personali ma anche perchè è una figura molto importante essendo il Canonico ed il Prefetto delle Cerimonie della Cattedrale di Santiago. Ci ha regalato un’omelia molto intensa, profetizzando che saremmo ritornati a Santiago una seconda volta, quasi leggendoci nel pensiero, infatti durante il Cammino avevamo già pensato a quando ritornare. Inoltre alla fine della celebrazione Don Juan, che per il nostro matrimonio ha chiuso la Corticela a visitatori e turisti, ci ha detto se volevamo dire qualcosa ai nostri genitori, o fare dei ringraziamenti particolari visto che avremmo lasciato la casa del padre per crearci una famiglia tutta nostra. Non avremmo detto niente se non ce lo avesse chiesto ed è stato molto toccante perché non sempre si riescono ad esprimere i propri sentimenti apertamente, così come abbiamo fatto noi, ringraziando i nostri genitori per tutto l’amore che ci hanno donato e per tutto quello che hanno fatto per noi, nella commozione generale…forse anche di Don Juan.
Beh che dire noi lo rifaremo sicuramente e lo consiglieremo a tutti perché è stato davvero un turbinio di emozioni……speriamo che l’Apostolo Santiago ci protegga e ci guidi sempre nel cammino della nostra vita.

    Federico & Pamela
 
 
 
 
 
Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Ottobre 2014 19:21
 

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